Soluzioni per il web — 1) L'ipertesto

Un po' di storia

Il termine ipertesto fu coniato da Theodor Holm Nelson nel 1965 per indicare un insieme di materiali (testi, immagini, media) interconnessi in modo non lineare. Il prefisso iper richiama l'idea di superare la sequenzialità tipica del testo tradizionale.

Le idee di Nelson diventarono realtà nel 1989, quando Tim Berners‑Lee al CERN propose il World Wide Web per condividere informazioni tra gruppi di ricerca distribuiti. La combinazione di browser, linguaggio HTML e collegamenti hyperlink ha reso l'ipertesto la forma di comunicazione tipica sul web.

Ipertesto e World Wide Web

L'interfaccia più comune per accedere a Internet, detta WWW, può essere vista come un grande ipertesto: le pagine sono collegate tramite collegamenti cliccabili (link). Per questo si parla spesso di ipertesto globale.

Il browser

Il browser è il programma che permette di navigare e interagire con le pagine web (testi, immagini, altri contenuti multimediali) connesse in rete.

Perché il WWW ha cambiato Internet

Prima del protocollo HTTP, scambiare dati su Internet era più macchinoso e non esisteva un modo standard per collegare documenti diversi. Con HTTP e gli hyperlink diventa possibile collegare tra loro informazioni eterogenee in modo trasparente, a partire dallo stesso documento o da documenti remoti.

I linguaggi dell'ipertesto

La produzione di ipertesti avviene tramite linguaggi di markup, che aggiungono marcature a un testo per definirne struttura e rappresentazione.

In sintesi

Quiz di verifica

1) Nel termine "ipertesto", cosa esprime il prefisso iper?



2) Qual è la differenza principale tra markup procedurale e markup descrittivo?



Il sito web

Un sito web è un ipertesto composto da più pagine. Un menu di navigazione aiuta a muoversi tra le pagine attraverso i link.

Tipologie di link:

Nella progettazione di un sito contano l'utenza di riferimento, l'organizzazione dei collegamenti, la grafica e l'attenzione ai contenuti.

Soluzioni per il web — 2) Architettura per il web

Client‑server

Il web adotta un’architettura client‑server: due componenti con compiti distinti collaborano tra loro.

Client (user agent): è il software dell’utente, tipicamente il browser, che consente la navigazione nell’ipertesto del web. Svolge funzioni di richiesta e visualizzazione:

Server: è un processo in esecuzione su un computer remoto che riceve e serve le richieste dei client. In genere:

In pratica, il client agisce su iniziativa dell’utente e il server risponde fornendo risorse (statiche o generate al momento). La comunicazione avviene tramite protocolli della famiglia TCP/IP e, per le pagine web, attraverso HTTP/HTTPS.

Siti statici

Per sito statico si intende un sito composto da un numero definito di pagine HTML predisposte in anticipo in base alle esigenze del committente.

Quando il client richiede una pagina, il server verifica l’esistenza del file e lo invia al client: non è necessaria alcuna elaborazione lato server. I siti statici sono adatti a contenuti vetrina (presentazioni, schede, pagine istituzionali) che non richiedono aggiornamenti frequenti.

I siti statici sono utili quando il contenuto cambia raramente e l’obiettivo è la chiarezza informativa con tempi di caricamento minimi.

Siti dinamici

Un sito dinamico costruisce le pagine al momento sul server seguendo una strategia modulare. Entra in gioco un linguaggio di programmazione lato server che compone la pagina e, se necessario, interroga una base di dati.

Flusso tipico: il client invia la richiesta → il server elabora (logica applicativa) → opzionalmente interroga il database → genera la pagina → la invia al client.

Nei siti dinamici, le pagine contengono istruzioni che dicono al server come assemblare i dati (ad esempio articoli, prodotti) in base alla richiesta dell’utente; i dati risiedono in archivi dedicati e non nelle singole pagine.

In sintesi

Quiz di verifica

1) Quale asserzione descrive correttamente il rapporto client‑server nel Web?



2) In quale scenario un sito statico è particolarmente adatto?



3) Quale affermazione sui siti dinamici è corretta?



Soluzioni per il web — 3) Hosting e housing

Spazi web (hosting)

Un sito, una volta creato, è visibile solo sul computer in cui si trova. Per renderlo accessibile su Internet è necessario pubblicarlo trasferendo i file su uno spazio web fornito da un hosting provider.

Il provider mette a disposizione uno spazio su un server raggiungibile 24/7 tramite connessioni veloci. La scelta dell’hosting può essere gratuita o a pagamento e dipende dai servizi inclusi e dalle esigenze del progetto.

Per scegliere con consapevolezza:

Tecnologie tipiche per sistema operativo:

Housing

L’housing collega un server di proprietà del cliente alla rete Internet nei locali del provider. Il provider cura aspetti logistici e infrastrutturali (connessione, alimentazione, gruppi di continuità, gestione porte), mentre il cliente mantiene il pieno controllo di hardware e software del proprio server.

Il server viene amministrato in loco o da remoto (configurazioni, manutenzione, installazioni). È una soluzione più costosa dell’hosting condiviso: oltre al canone, occorre acquistare e gestire server, sistema operativo, database ed eventuali software applicativi.

Tipologie di hosting (panoramica)

Altri criteri di scelta

In sintesi

Quiz di verifica

1) Quale fattore è più indicativo nella scelta dell’hosting per un sito con picchi di visite e necessità di crescita rapida?



2) Quale associazione OS → tecnologie è corretta?



3) Quale affermazione sull’housing è corretta?



Soluzioni per il web — 4) Pubblicare un sito

Il nome del sito

La scelta del nome del sito incide sul successo del progetto. Il nome dovrebbe essere vicino all’argomento o all’attività, facile da leggere e ricordare, scritto correttamente. Esempi di nomi efficaci sono quelli brevi e significativi (evitare nomi troppo lunghi o ambigui).

Il nome influenza anche l’indirizzo (dominio) con cui il sito sarà raggiungibile sul web. I nomi devono essere univoci in tutta la rete: se non disponibile, occorre trovare varianti appropriate.

Suggerimenti pratici:

Whois

Whois è un servizio di rete che, interfacciandosi con appositi database, consente di verificare a chi appartiene un nome di dominio e altre informazioni correlate. È utile per accertare la disponibilità di un dominio e per conoscere il provider a cui è registrato.

Informazioni tipiche reperibili tramite Whois (in base al consenso del registrante):

Per ragioni di privacy, alcuni dati possono essere limitati o oscurati (policy e regolamenti possono variare per estensione e registri).

I domini

Ogni risorsa su Internet è identificata da un indirizzo numerico (IP). Poiché è difficile da ricordare, si usa un nome di dominio composto da caratteri alfabetici. Il sistema DNS (Domain Name System) traduce i nomi nei corrispondenti indirizzi IP e viceversa.

La struttura dei domini è gerarchica ad albero. Un nome di dominio completo (FQDN) è formato da etichette separate da punti e ordinate dai livelli più specifici a quelli più generali (es.: blog.esempio.it è un sottodominio di esempio.it, a sua volta sotto il TLD .it).

DNS in breve: i resolver ricorsivi interrogano server radice → TLD → autoritativi fino a ottenere la risposta; le informazioni vengono cachate per migliorare le prestazioni.

FTP: trasferire i file

Una volta ottenuto lo spazio, occorre trasferire sul server le cartelle e i file del sito. Si utilizza FTP (File Transfer Protocol) o protocolli equivalenti supportati dal provider.

I client FTP permettono il trasferimento intuitivo: normalmente mostrano, affiancati, il file system locale e quello remoto dello spazio web; è possibile spostare i file in entrambe le direzioni, effettuare upload/download, creare cartelle e gestire i permessi secondo le possibilità offerte dal servizio.

Credenziali tipiche: host, utente, password, porta. Preferisci protocolli cifrati quando disponibili: SFTP (SSH) o FTPS (FTP su TLS).

In sintesi

Quiz di verifica

1) Quale informazione è tipicamente ottenibile tramite Whois?



2) Quale tra i seguenti è un FQDN valido?



3) Per trasferire file in modo cifrato, quale opzione è preferibile?



Soluzioni per il web — 5) Soluzioni pronte all’uso: CMS (Content Management System)

Cos’è un CMS

Un CMS (Content Management System) è un sistema di gestione dei contenuti che costituisce la base di funzionamento di molti siti web moderni. Fornisce strumenti per inserire, organizzare, pubblicare e aggiornare i contenuti in modo rapido e controllato.

Contenuto e dato

Contenuto è qualsiasi unità di informazione utile per l’utente: testo, immagini, grafica, suoni, video, documenti, moduli, registrazioni.

Dato è un’unità informativa elementare (es. titolo, autore, data, categoria) che, combinata ad altre, compone il contenuto da presentare.

Separazione tra dati e presentazione

Nei CMS i dati vengono memorizzati in un database e la loro presentazione è demandata a template (pagine modello). Questo consente di cambiare l’aspetto del sito (tema, layout) senza modificare i dati e, viceversa, di riutilizzare gli stessi dati in più contesti.

In pratica, la redazione inserisce contenuti (titoli, testi, immagini) nel back‑end; il CMS li salva come dati strutturati. Il front‑end li mostra secondo i template scelti, permettendo di variare grafica e struttura senza toccare i contenuti.

Vantaggi principali

Esempi di CMS

Tra i più diffusi: WordPress, Joomla, Drupal, PHP‑Nuke, OpenCMS. Ogni piattaforma offre strumenti e moduli diversi; la scelta dipende dagli obiettivi del sito e dalle competenze disponibili.

Utenti e privilegi

Di norma il CMS distingue tra Back‑End (pannello di amministrazione) e Front‑End (parte pubblica per i visitatori).

In sintesi

Quiz di verifica

1) Perché nei CMS è importante separare dati e presentazione?



2) Quale caratteristica è tipica dei CMS moderni?



3) Quale ruolo può gestire configurazione e template del sito?